14 - Sale della Terra e luce del mondo 2 parte


SALE DELLA TERRA E LUCE DEL MONDO -2

 

C. Giunga il mio grido fino a te, Signore, fammi comprendere secondo la tua parola.

A. Desidero la tua salvezza, Signore, e la tua legge è tutta la mia gioia.

 

CANTO

 

SALMO 1

 

CORO 1°                                                                   CORO 2°

Beato l’uomo che non serve il consiglio degli empi, 

non indugia nella via dei peccatori

e non siede in compagnia degli stolti;

ma si compiace della legge del Signore,

la sua legge medita giorno e notte.

 

Sarà come un albero piantato lungo corsi d’acqua,

 che darà frutto a suo tempo 

e le sue foglie non cadranno mai;

 riusciranno tutte le sue opere.

 

Non così, non così gli empi: 

ma come pula che il vento disperde; 

perciò non reggeranno gli empi nel giudizio, 

né i peccatori nell’assemblea dei giusti. 

 

Il Signore veglia sul cammino dei giusti, 

ma la via degli empi andrà in rovina.

 

 

 

LA PAROLA             Dal vangelo secondo Matteo  (5, 13-16)

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone, e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. 

Parola del Signore

 

Traccia per la riflessione

Siamo consapevoli dell’importanza di essere sale della terra e luce del mondo, ma troppo spesso ci convinciamo che siamo stati scelti perché migliori di altri. Anche noi, volentieri chiederemmo di avere riservati i primi posti e dimentichiamo che essere luce e sale significa “servire”. Le nostre opere servono a dare sapore alla vita di quelli che incontriamo sul nostro cammino e devono essere la luce che mostra il cammino che porta a Cristo. Se vogliamo veramente servire a qualcosa dobbiamo scomparire, proprio come ha fatto Gesù, che si è annullato fino a morire. Il sale serve solo se si dissolve e scompare, la lampada serve solo se brucia, illumina solo se è disposta a consumarsi. Nessuno desidera il sale per saziarsene, ma per dare sapore; nessuno desidera la luce per guardarla, ma per illuminare ciò che sta attorno. E quando saremo disciolti e bruciati e nessuno si sarà accorto di quello che abbiamo fatto, quando sapremo di essere servi inutili, quando nulla resterà di noi, quando la croce e l’annientamento saranno l’ultima parola, allora sapremo di avere compiuto la missione a cui Dio ci chiama. 

 

 

RACCONTO: COME IL SALE

C’era una volta un re che rispondeva al nobile nome di Enrico il Saggio. Aveva tre figlie che si chiamavano Alba, Bettina e Carlotta. In segreto, il re preferiva Carlotta. Tuttavia, dovendo designare una sola di esse per la successione al trono, le fece chiamare tutte e tre e domandò loro: “Mie care figlie, come mi amate?”.

La più grande rispose: “Padre, io ti amo come la luce del giorno, come il sole che dona la vita alle piante. Sei tu la mia luce!”.

Soddisfatto, il re fece sedere Alba alla sua destra, poi chiamò la seconda figlia.

Bettina dichiarò: “Padre, io ti amo come il più grande tesoro del mondo, la tua saggezza vale più dell’oro e delle pietre preziose. Sei tu la mia ricchezza!”.

Lusingato e cullato da questo filiale elogio, il re fece sedere Bettina alla sua sinistra.

Poi chiamò Carlotta. “E tu, piccola mia, come mi ami?”, chiese teneramente.

La ragazza lo guardò fisso negli occhi e rispose senza esitare: “Padre, io ti amo come il sale da cucina!”.

Il re rimase interdetto: “Che cosa hai detto?”.

“Padre, io ti amo come il sale da cucina”.

La collera del re tuonò terribile: “Insolente! Come osi, tu, luce dei miei occhi, trattarmi così? Vattene! Sei esiliata e diseredata!”.

La povera Carlotta, piangendo tutte le sue lacrime, lasciò il castello e il regno di suo padre. Trovò un posto nelle cucine del re vicino e, siccome era bella, buona e brava, divenne in breve la capocuoca del re.

Un giorno arrivò al palazzo il re Enrico. Tutti dicevano che era triste e solo. Aveva avuto tre figlie ma la prima era fuggita con un chitarrista californiano, la seconda era andata in Australia ad allevare canguri e la più piccola l’aveva cacciata via lui…

Carlotta riconobbe subito suo padre. Si mise ai fornelli e preparò i suoi piatti migliori. Ma invece del sale usò in tutti lo zucchero.

Il pranzo divenne il festival delle smorfie: tutti assaggiavano e sputavano poco educatamente nel tovagliolo.

Il re, rosso di collera, fece chiamare la cuoca.

La dolce Carlotta arrivò e soavemente disse: “Tempo fa, mio padre mi cacciò perché‚ avevo detto che lo amavo come il sale di cucina che dà gusto a tutti i cibi. Così, per non dargli un altro dispiacere, ho sostituito il sale importuno con lo zucchero”.

Il re Enrico si alzò con le lacrime agli occhi: “E il sale della saggezza che parla per bocca tua, figlia mia. Perdonami e accetta la mia corona”.

Si fece una gran festa e tutti versarono lacrime di gioia: erano tutte salate, assicurano le cronache del tempo.

Voi siete il sale della terra (Matteo 5,13).

 

Preghiamo insieme

 

C. “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce.”

A. Sei tu, Signore, la nostra luce. Rendici faro luminoso che indichi il cammino della salvezza.

 

C. “La gloria del Signore brilla sopra di te, su di te risplende il Signore.”

A. Tu sei la luce vera e noi da te riceviamo esistenza e forza. Rendici testimoni del tuo amore.

 

C. ”Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere.”

A. Tu ci confermi nella certezza che la nostra salvezza sarà la salvezza del mondo intero. Rendici saldi nella fede.

 

C. “Saprai che io sono il Signore tuo salvatore e tuo redentore, io il Forte di Giacobbe.”

A. Noi siamo tuoi Signore, tu ci hai dato la vita, la grazia di conoscerti, l’impegno di testimoniarti.

       Manifesta in noi le meraviglie del tuo amore.