23 - Nelle mani del Padre 1 parte


NELLE MANI DEL PADRE - 1

Il mistero del dolore

 

C. Nell’ora della paura, io in te confido. In Dio di cui lodo la parola, in Dio confido, non avrò   timore.

A. Ti renderò azioni di grazie, perché mi hai liberato dalla morte. Hai preservato i miei piedi dalla caduta, perché io cammini alla tua presenza nella luce dei viventi, o Dio

 

CANTO

 

SALMO 27

 

Ho sperato: ho sperato nel Signore;

ed egli su di me si è chinato,                                        

ha dato ascolto al mio grido.                                        

 

Mi ha tratto dalla fossa della morte, dal fango della  palude

i miei piedi ha stabilito sulla roccia,

Ha reso sicuri i miei passi.

 

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,                   

Lode al nostro Dio.

Molti vedranno e avranno timore,

 e confideranno nel Signore.                                        

 

Beato l’uomo che spera nel Signore

e non si mette dalla parte dei superbi

né si volge a chi segue la menzogna.

 

Quanti prodigi tu hai fatto, Signore Dio mio,              

quali disegni in nostro favore:                                     

nessuno a te si può paragonare.                                   

Sacrificio e offerta non gradisci,                                 

gli orecchi mi hai aperto.                                             

 

Allora ho detto: “Ecco io vengo: 

sul rotolo del libro di me è scritto,

che io faccia il tuo volere.

Mio Dio, questo io desidero,

la tua legge è nel profondo del mio cuore”.

 

 

LA PAROLA       Dal vangelo secondo Luca  (22, 39-44)

 

Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: “Pregate, per non entrare in tentazione”. Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e inginocchiatosi, pregava: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”. Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all’angoscia pregava ancor più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.                                                                                   Parola del Signore.

 

 

Traccia per la riflessione

Il mistero del dolore è per noi difficile da comprendere e accettare. Restiamo sconvolti di fronte al tuo libero, consapevole e totale abbandono al Padre. Troppo lontano dalle nostre possibilità. Noi non facciamo che ribellarci al dolore, alla sofferenza ed alla morte. Ma tu non hai voluto umiliare la nostra piccolezza e fragilità, non ti sei presentato come eroe coraggioso che disprezza la vita. Ti mostri a noi col volto dell’uomo sofferente, in preda all’angoscia per quella passione ormai imminente. Umile ed obbediente: chiedi al Padre se è possibile evitare l’abisso di dolore e di amarezza che ti attende e contemporaneamente ti abbandoni fiducioso nelle sue mani, pronto a compiere fino in fondo la sua volontà. Ora noi sappiamo che tutto è possibile per chi si abbandona totalmente a te, persino affrontare e superare il dolore e la morte; non contando sulle nostre povere forze, come gli eroi pagani, ma con la forza che viene dal tuo aiuto, lasciando che sia tu ad agire in noi, mettendoci, come te, nelle mani del Padre, sicuri che anche dal dolore e dalla morte Dio trae la vita.

 

 

RACCONTO: ACCONTENTARSI

Lo zio Carlo mi ha detto: “Nella lettera a Babbo Natale hai scritto che desideri la pace nel mondo, ma perché non ti accontenti di una mountain bike?” (Ludovico, 7 anni)

 

Un falco era stato catturato da un contadino e viveva legato per una zampa nell’aia di un cascinale.

Non si era rassegnato a vivere come un qualunque pollo. Aveva cominciato a dare strattoni su strattoni alla corda che lo teneva avvinto ad un robusto trave del pollaio. Fissava il cielo azzurro e partiva con tutte le sue forze. Inesorabile, la corda lo tirava a terra.

Provò e riprovò per settimane, finché la pelle della zampa fù tutta lacerata e le belle ali rovinate.

Alla fine si era abituato. Dopo qualche mese trovava di suo gradimento anche il mangime dei polli. Si accontentò di razzolare.

Così non si accorse che le piogge autunnali e la neve dell’inverno avevano fatto marcire la corda che lo legava a terra.

Sarebbe bastato un ultimo modesto strattone e il falco sarebbe tornato in libertà , padrone del cielo.

Ma non lo diede più.

Il nostro corpo fatica anche solo a salire una rampa di scale. Ma la nostra anima ha le ali. E il cielo è nostro.

 

 

Preghiamo insieme

Signore,

che hai conosciuto la profondità del soffrire,

accogli stasera la nostra preghiera.

Di fronte al dolore

siamo sconvolti e disorientati;

il dolore ci spaventa e ci ripugna.

Nel dolore fa’ che sappiamo guardare a te,

innalzato sulla croce,

sofferente e fiducioso,

crocifisso e glorificato.

Tu che hai conosciuto 

l’abisso della sofferenza e del dolore, 

consolaci nel momento oscuro della tentazione,

della ribellione, del rifiuto.

Tu, che non hai avuto paura 

di mostrarti debole ed angosciato

dacci la forza della tua presenza,

perché ci abbandoniamo fiduciosi 

alla volontà del tuo amore.