SALE DELLA TERRA E LUCE DEL MONDO - 1
C. Giunga il mio grido fino a te, Signore, fammi comprendere secondo la tua parola.
A. Desidero la tua salvezza, Signore, e la tua legge è tutta la mia gioia.
CANTO
SALMO 118
PRIMO CORO SECONDO CORO
Beato l’uomo di integra condotta, Con tutto il cuore ti cerco:
che cammina nella legge del Signore. non farmi deviare dai tuoi precetti.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti Conservo nel cuore le tue parole
E lo cerca con tutto il cuore. Per non offenderti con il peccato.
Lampada per i miei passi è la tua parola, Scaturisca dalle mie labbra la tua lode,
luce sul mio cammino. poiché mi insegni i tuoi voleri
Ho giurato e lo confermo, La mia lingua canti le tue parole,
di custodire i tuoi precetti di giustizia. perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.
Meravigliosa è la tua alleanza, Io ti chiamo, salvami,
per questo le sono fedele. e seguirò i tuoi insegnamenti.
La tua parola nel rivelarsi illumina, Precedo l’aurora e grido aiuto,
dona saggezza ai semplici. spero sulla tua parola.
LA PAROLA Dal vangelo secondo Matteo (6,1)
“ Guardatevi dal praticare le vostre opere buone davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.”
Parola del Signore
Traccia per la riflessione
La Parola di Dio ci scruta nel profondo. A differenza delle parole umane, che ci lasciano tranquilli nella nostra mediocrità, questa ci chiede di rivedere continuamente la nostra vita e le nostre convinzioni, ci chiama a conversione continua. Che cosa deve spingerci a compiere le buone opere? L’approvazione e le lodi degli uomini o la volontà di compiere il bene perché ciò è gradito a Dio? La fede non può divenire strumento per accrescere la nostra gloria, essa dice piuttosto adesione totale a Dio ed alla sua volontà. Ed alla fine del cammino ci sarà l’uomo salvato, la cui ricompensa non sarà la paga del mercenario, ma Cristo stesso, dono eterno del Padre alle sue creature.
RACCONTO: IL FUOCO
Sei persone, colte dal caso nel buio di una gelida nottata, su un’isola deserta, si ritrovarono ciascuna con un pezzo di legno in mano.
Non c’era altra legna nell’isola persa nelle brume del mare del Nord.
Al centro un piccolo fuoco moriva lentamente per mancanza di combustibile.
Il freddo si faceva sempre più insopportabile.
La prima persona era una donna, ma un guizzo della fiamma illuminò il volto di un immigrato dalla pelle scura.
La donna se ne accorse.
Strinse il pugno intorno al suo pezzo di legno.
Perché consumare il suo legno per scaldare uno scansafatiche venuto a rubare pane e lavoro?
L’uomo che stava al suo fianco vide uno che non era del suo partito.
Mai e poi mai avrebbe sprecato il suo bel pezzo di legno per un avversario politico.
La terza persona era vestita malamente e si avvolse ancora di più nel giaccone bisunto, nascondendo il suo pezzo di legno.
Il suo vicino era certamente ricco.
Perché doveva usare il suo ramo per un ozioso riccone?
Il ricco sedeva pensando ai suoi beni, alle due ville, alle quattro automobili e al sostanzioso conto in banca.
Le batterie del suo telefonino erano scariche, doveva conservare il suo pezzo di legno a tutti i costi e non consumarlo per quei pigri e inetti.
Il volto scuro dell’immigrato era una smorfia di vendetta nella fievole luce del fuoco ormai spento.
Stringeva forte il pugno intorno al suo pezzo di legno.
Sapeva bene che tutti quei bianchi lo disprezzavano.
Non avrebbe mai messo il suo pezzo di legno nelle braci del fuoco.
Era arrivato il momento della vendetta.
L’ultimo membro di quel mesto gruppetto era un tipo gretto e diffidente.
Non faceva nulla se non per profitto.
Dare soltanto a chi dà, era il suo motto preferito.
Me lo devono pagare caro questo pezzo di legno, pensava.
Li trovarono così, con i pezzi di legno stretti nei pugni, immobili nella morte per assideramento.
Non erano morti per il freddo di fuori, erano morti per il freddo di dentro.
Preghiamo insieme
Signore, il cammino che tu ci indichi è difficile
E non ha altra certezza che la croce.
Seguire te è bello,
ma ci obbliga a lasciare indietro,
ogni giorno,
il nostro io.
Siamo troppo spesso di ostacolo a noi stessi,
non è facile accettare
di perdersi per ritrovarsi.
Sii tu la nostra luce,
quella luce che ci mostra
la fine del lungo cammino,
la luce che ci mostra il volto di Dio,
la luce nella quale brilleremo per l’eternità.
