12 - Colui che è, che era, che viene


COLUI CHE E’, CHE ERA, CHE VIENE

 

C. “Ecco, sto alla porta e busso.  Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui, ed egli con me.”                       

A. “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo conosciuto e creduto che tu sei il Santo di Dio.”

 

CANTO

 

SALMO 24

 

PRIMO    CORO                                                    SECONDO CORO

                                                                                

Del Signore è la terra e quanto contiene                 Chi salirà il monte del Signore,

l’universo e i suoi abitanti                                    chi starà nel suo luogo santo?

E’ lui che l’ha fondata sui mari,                             Chi ha mani innocenti e cuore puro

e sui fiumi l’ha stabilita.                                       chi non pronunzia menzogna,

                                                                       chi non giura a danno del suo prossimo.

 

Otterrà benedizione dal Signore                            Sollevate, porte i vostri frontali,

giustizia da Dio sua salvezza.                                alzatevi, porte antiche,

Ecco la generazione che lo cerca,                          ed entri il re della gloria.

Che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.          

 

Chi è questo re della gloria?                                  Sollevate, porte, i vostri frontali,

Il Signore forte e potente,                                     alzatevi, porte antiche,

il Signore potente in battaglia.                              ed entri il re della gloria.

 

 

 

LETTURA BIBLICA             Mt 5, 1-12

Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Così, infatti, hanno perseguitato i profeti prima di voi.”

 Parola di Dio

                                                                                                                      

 

Traccia per la riflessione

“Le Beatitudini sono al centro della predicazione di Gesù…rispondono all’innato desiderio di felicità.”  

Il cammino delle beatitudini conduce verso la perfezione, attraverso la generosità del cuore, sovrabbondanti nell’amore verso tutti: “amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori…infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete?… Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.” (Mt 5)

Convertirsi è il lungo, mai concluso, cammino verso la perfezione, con lo sguardo fisso al Signore che viene.

“Le Beatitudini svelano la meta dell’esistenza umana, ci insegnano il fine ultimo al quale Dio ci chiama: il Regno, la visione di Dio, la partecipazione alla natura divina, la vita eterna, la filiazione, il riposo in Dio.” 

 

RACCONTO: ALLA FINE DEI TEMPI

Alla fine dei tempi, miliardi di persone furono portate su di una grande pianura davanti al trono di Dio. Molti indietreggiarono davanti a quel bagliore. Ma alcuni in prima fila parlarono in modo concitato. Non con timore reverenziale, ma con fare provocatorio.

“Può Dio giudicarci? Ma cosa ne sa lui della sofferenza?”, sbottò una giovane donna. Si tirò su una manica per mostrare il numero tatuato di un campo di concentramento nazista. “Abbiamo subìto il terrore, le bastonature, la tortura e la morte!”.

In un altro gruppo un giovane nero fece vedere il collo. “E che mi dici di questo?”, domandò mostrando i segni di una fune. “Linciato. Per nessun altro crimine se non per quello di essere un nero”.

In un altro schieramento c’era una studentessa in stato di gravidanza con gli occhi consumati. “Perché dovrei soffrire?”, mormorò. “Non fu colpa mia”.

Più in là nella pianura c’erano centinaia di questi gruppi. Ciascuno di essi aveva dei rimproveri da fare a Dio per il male e la sofferenza che Egli aveva permesso in questo mondo.

Come era fortunato Dio a vivere in un luogo dove tutto era dolcezza e splendore, dove non c’era pianto né dolore, fame o odio. Che ne sapeva Dio di tutto ciò che l’uomo aveva dovuto sopportare in questo mondo? Dio conduce una vita molto comoda, dicevano.

Ciascun gruppo mandò avanti il proprio rappresentante, scelto per aver sofferto in misura maggiore. Un ebreo, un nero, una vittima di Hiroshima, un artritico orribilmente deformato, un bimbo cerebroleso. Si radunarono al centro della pianura per consultarsi tra loro. Alla fine erano pronti a presentare il loro caso. Era una mossa intelligente.

Prima di poter essere in grado di giudicarli, Dio avrebbe dovuto sopportare tutto quello che essi avevano sopportato. Dio doveva essere condannato a vivere sulla terra.

“Fatelo nascere ebreo. Fate che la legittimità della sua nascita venga posta in dubbio. Dategli un lavoro tanto difficile che, quando lo intraprenderà , persino la sua famiglia pensi che debba essere impazzito. Fate che venga tradito dai suoi amici più intimi. Fate che debba affrontare accuse, che venga giudicato da una giuria fasulla e che venga condannato da un giudice codardo. Fate che sia torturato. Infine, fategli capire che cosa significa sentirsi terribilmente soli. Poi fatelo morire. Fatelo morire in un modo che non possa esserci dubbio sulla sua morte. Fate che ci siano dei testimoni a verifica di ciò”.

Mentre ogni singolo rappresentante annunciava la sua parte di discorso, mormorii di approvazione si levavano dalla moltitudine delle persone riunite.

Quando l’ultimo ebbe finito ci fu un lungo silenzio. Nessuno osò dire una sola parola. Perché improvvisamente tutti si resero conto che Dio aveva già  rispettato tutte le condizioni.

“E il Verbo si fece carne” (Giovanni 1,14).

 

 

PREGHIAMO INSIEME

 

Cristo, Gesù, Signore, noi ti diciamo: nostro Dio.

Che saremmo noi

se tu non fossi venuto a spezzare i nostri limiti, 

a infondere la speranza di varcare la morte?

Da chi andremmo, se tu non fossi vicino, Signore?

Tu sei il solo, l’unico,

colui che ci dona il gusto di vivere in modo diverso.

Noi vorremmo

Aggrapparci a te come a una roccia.

Tocchiamo il fondo, affoghiamo,

quando il dubbio ci assale,

quando più nulla resta delle nostre certezze abituali.

Quando la sventura giunge

inattesa, inutile e stupida,

quando ci prende la voglia di correre dietro al vento

dei venditori di verità,

noi vorremmo aggrapparci a te

come a una roccia.

Noi abbiamo bisogno di te.

Per vivere.