21 - Gesù Signore della vita 1 parte


GESU’, SIGNORE DELLA VITA - 1

Dalla morte alla vita

 

 

C. In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso; per la tua giustizia salvami. 

A. Porgi a me l’orecchio, vieni presto a liberarmi. Sii per me la rupe che mi accoglie, la cinta di riparo che mi salva.

 

CANTO

 

SALMO 30

 

Ti esalterò Signore, perché mi hai liberato                                         

e su di me non hai lasciato esultare i miei nemici.                             

 

Signore Dio mio,                                                                                 

a te ho gridato e mi hai guarito.                                                         

Signore mi hai fatto risalire dagli inferi,                                             

mi hai dato vita perché non scendessi nella tomba                             

 

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,

rendete grazie al suo santo nome,

perché la sua collera dura un istante,

la sua bontà per tutta la vita.

 

Alla sera sopraggiunge il pianto

e al mattino, ecco la gioia.

Nella mia prosperità ho detto:                                                           

“Nulla mi farà vacillare!”.                                                                 

 

Nella tua bontà, o Signore, mi hai posto su un monte sicuro,            

ma quando hai nascosto il tuo volto,                                                  

io sono stato turbato.                                                                          

A te grido, Signore, chiedo aiuto al mio Dio.                                     

 

Quale vantaggio dalla mia morte,

Dalla mia discesa nella tomba?

Ti potrà forse lodare la polvere

e proclamare la tua fedeltà?

 

Ascolta, Signore, abbi misericordia,

Signore vieni in mio aiuto.

 

Hai mutato il mio lamento in danza,

la mia veste di sacco in abito di gioia,

perché io possa cantare senza posa.

Signore, mio Dio, ti loderò per sempre.

LA PAROLA              Dal Vangelo secondo Giovanni    1, 1-4

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini.                 

Parola del Signore.

 

 

Invito alla riflessione

Siamo talmente abituati ad avere tutto, da non ricordare nemmeno che questo tutto è dono di Dio.  Persino la vita eterna ci sembra un qualcosa di dovuto per il fatto che ci sforziamo di essere bravi cristiani e non ci fermiamo mai a contemplare il mistero della vita, che è Cristo stesso. Tutta la realtà, la storia e l’esistenza hanno vita nel Verbo. Ma non la vita biologica, che si spegne col finire dei nostri giorni. L’apostolo Giovanni non ha dubbi: è nella Parola che la storia trova il proprio significato, la radice del proprio esistere e il fine a cui tendere. Gesù è il Signore della vita e solo lui può farci risorgere dalla morte e darci quella vita che non conosce la fine. In Cristo noi riceviamo la vita divina, la vita eterna, riceviamo Cristo stesso. 

 

 

RACCONTO: ALLA FESTA DELLA CREAZIONE

Il settimo giorno, terminata la Creazione, Dio dichiarò che era la sua festa. Tutte le creature, nuove di zecca, si diedero da fare per regalare a Dio la cosa più bella che potessero trovare.

Gli scoiattoli portarono noci e nocciole; i conigli carote e radici dolci; le pecore lana soffice e calda; le mucche latte schiumoso e ricco di panna.

Miliardi di angeli si disposero in cerchio, cantando una serenata celestiale.

L’uomo aspettava il suo turno, ed era preoccupato. “Che cosa posso donare io? I fiori hanno il profumo, le api il miele, perfino gli elefanti si sono offerti di fare la doccia a Dio con le loro proboscidi per rinfrescarlo”.

L’uomo si era messo in fondo alla fila e continuava a scervellarsi. Tutte le creature sfilavano davanti a Dio e depositavano i loro regali.

Quando rimasero solo più alcune creature davanti a lui, la chiocciola, la tartaruga e il bradipo poltrone, l’uomo fu preso dal panico.

Arrivò il suo turno.

Allora l’uomo fece ciò che nessun animale aveva osato fare. Corse verso Dio e saltò sulle sue ginocchia, lo abbracciò e gli disse: “Ti voglio bene!”.

Il volto di Dio si illuminò, tutta la creazione capì che l’uomo aveva fatto a Dio il dono più bello ed esplose in un alleluia cosmico.

 

“Per qual fine Dio ci ha creati? Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell’altra, in Paradiso” (Catechismo di Pio X).

 

Lascia che ti ami, mio Dio.

Che cosa ho in cielo,

che cosa ho in terra, all’infuori di te?

Tu, Dio del mio cuore

e mia parte nell’eternità,

lascia che mi aggrappi a te.

Sii sempre con me,

e se sarò tentato di lasciarti,

tu, mio Dio, non mi lasciare.

 

 

Preghiamo insieme

 

Gesù,

Signore della vita e Signore nostro.

Tu hai amato la vita,

fino al punto di fare della tua un dono.

Hai guardato 

con commozione e pietà 

al dolore dell’uomo, 

che davanti alla morte si trova smarrito e confuso;

lo hai liberato dai lacci

che lo stringevano nell’angoscia 

di un futuro negato.

Ma ormai sono vuoti i sepolcri,

rotolate le pietre;

la morte ed il peccato,

abitatori di tenebre oscure,

non ci fanno più paura. 

Con noi ci sei Tu:

esultanza di vita nuova,

luce d’eternità,

promessa d’infinito.